Complesso archeologico del nuraghe Ponte, frenegarzu e Bardalazzu

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Sempre nella zona dell'altopiano di Pranu Ozzastru, dove il rio Murtazzolu riceve le acque del rio Cuguttu e Ardalazzu è situato il nuraghe Ponte e Frenugarzu.

Il nuraghe Ponte a tholos, si presenta come un monotorre dove la camera circolare del piano terra è intatta, tramite la scala si può accedere alla cella del piano superiore.

Il nuraghe Frenugarzu del tipo a corridoi non ostante i crolli subiti si presenta ancora come una struttura imponente, intorno ad esso sono presenti tratti di muro in parte coperti dalla vegetazione, questi fanno pensare ad un antemurale; dalle vicinanze del nuraghe frenegarzu si estende una muraglia che procede verso sud per un lungo tratto per poi aprirsi con un ingresso che risulta sovrastato da un grande architrave, in tale spiazzo non si presentano strutture a rilievo e la muraglia và nuovamente a delimitare col nuraghe.

Nelle vicinanze della muraglia è presente una tomba dei giganti che risulta quasi del tutto ricoperta dalla terra per questo motivo non si possono descrivere le sue caratteristiche.

Intorno ai nuraghi rimangono i resti del villaggio nuragico.

Sempre nei dintorni del nuraghe Ponte sono presenti delle piccole urne cinerarie risalenti verosimilmente ad epoca romana, queste sono scavate direttamente nella roccia basaltica, un tempo presentavano i coperchi.

Ad una distanza di circa quattrocento metri a sud-est dal nuraghe Ponte, si vede un piccolo pozzo nuragico, che conserva abbastanza bene la camera circolare, mentre il vestibolo ed i gradini non sono individuabili a causa della vegetazione e della fanghiglia presenti.

Per quanto riguarda il nuraghe Bardalazzu, esso è di grandi dimensioni, ma a causa dei danneggiamenti subiti non si conosce la planimetria dei vani interni.

Celestino Caddeo rendo omaggio al Nuraghe Ponte con una poesia dove è il monumento a parlare:

Nuraghe so, sos seculos isfido,
Cantu durat su mundu hap'a durare,
Costantemente assalidu mi bido
Da tempestas orrendas in sonare.

Ma mai m'hana potidu atterrare:
Osserva cantu in sos poderes fido.
Su tempus sigat puru a tempestare,
Tantu deo in contrariu decido.

Sighint eras e generaziones
A tramuntare, e deo in cust'istadu
Semper contando sas istasiones.

B'hat resone si deo paro fronte,
Ca sos mastros chi m'hana fabbricadu
Fint Piracmone, Isterope cun Bronte.

(Celestino Caddeo - Dualchi aprile 1902)